Scozia on the road

Quest’anno puntiamo verso nord e quindi… Scozia! Vogliamo mettere alla prova il nostro Pepe e quindi inizia la sfida: Trieste- Edimburgo! Non viene messo alla prova solo il nostro piccolo Van ma anche il povero Zac, che si spara 2000 km in 3 giorni come un camionista collaudato! La traversata dell’Europa è lunga ma quello che ci ha sfiancato di più è stata l’Inghilterra… un continuo cantiere, strade chiuse, restringimenti, velox su ogni palo e l’incubo della LEZ 😵‍💫 Dopo un’infinita corsa ad ostacoli facciamo la nostra prima vera tappa a York, una graziosissima cittadina medievale molto caratteristica.

Famosa la via the Shambles con il negozio di Harry Potter che ha ispirato il film, un susseguirsi di edifici a graticcio con negozi celtici, pozioni magiche e tour organizzati per scoprire i fantasmi del posto. Dormiamo poco fuori dal centro e il giorno dopo puntiamo verso Whitby, un villaggio di pescatori con una cattedrale gotica che domina dall’alto della scogliera.

Bram Stoker è stato ispirato proprio da questo posto per il suo celebre romanzo sul Conte Dracula e alcune delle vittime del suo libro portano i nomi delle lapidi del cimitero. Anche qui immancabili tour, musei e gadget su Vlad! La cittadina è veramente affascinante, meta turistica con una lunga spiaggia, pescherecci, ristorantini e negozietti, noi ci siamo gustati un buonissimo mix di frutti di mare da passeggio ma non mancano i famosi fish&chips! Facciamo una lunga passeggiata lungo la spiaggia e una volta in camper ripartiamo alla volta di Edimburgo!

Ci fermiamo al Camping Mortonhall comodo per raggiungere il centro con la fermata proprio davanti. La mattina dopo prendiamo la 11 e scendiamo davanti alla St John’s Scottish Church. Ci accoglie un caratteristico mercatino di prodotti d’artigianato, tra ceramiche, stoffe e colori arriviamo al parco sottostante il castello. In lontananza il tipico suono di una cornamusa: siamo in Scozia! Saliamo fino al centro storico e arriviamo davanti al maestoso ingresso del castello. Prenotiamo il museo dell’illusionismo che abbiamo promesso a Manuel e scendiamo lungo la Castlehill. Giriamo verso Victoria Street e una fila di casette colorate contrasta con le antiche pietre delle mura creando un’immagine davvero suggestiva. Ci fermiamo al pub Biddy Mulligans al storico Grassmarket e gustiamo il primo panozzo con Guinness. Risaliamo la Lawnmarket incontrando vari artisti di strada che rendono questa città viva, colorata e affascinante. È l’ora del museo camera oscura: diciamo che qualche attrazione risulta anche divertente ma sinceramente non vale i soldi del biglietto, 69 £. La consiglierei in caso di pioggia per trovare un’oretta di riparo. Finiamo il tour della città e torniamo in campeggio per una bella partita di bigliardo.

Partiamo alla volta di Stirling, caratteristica cittadina che però non ci ha emozionato quanto Edimburgo. Suggestivo il castello che domina dalla rocca. Continuiamo in direzione Dunottar. Avevo grandi aspettative per questo castello… e non sono state deluse! Parcheggiamo lungo la strada assieme ad altri camper, arriviamo verso sera quando il castello è già chiuso ma il bello è proprio che possiamo godercelo in pace con la luce calda del tramonto in un’atmosfera pazzesca. Intorno le scogliere, davanti Dunottar e intorno fiori lilla che fanno da cornice e che profumano l’aria… meraviglia!

La mattina seguente facciamo un giro a Stonehaven, pittoresco villaggio a 2 km dal castello. Attraversiamo il porticciolo fino alla spiaggia, vediamo anche una mostra di pittori locali e per finire, anche se sono appena le 11, pranziamo al chioschetto sul molo che ci prepara dei buonissimi toast di gamberi e piadina con granchio.

Facciamo qualche km e raggiungiamo Newburgh seal beach… ebbene sì, una lunga spiaggia dorata diventa il miglior punto di osservazione per ammirare una colonia di un centinaio di foche che sguazzano davanti ai nostri occhi. Ci fermiamo tre ore ad ammirare questo spettacolo emozionandoci quando qualche impavida fochetta si avvicina un po’ di più a riva. La tentazione di buttarsi in acqua con loro è tanta!

Vogliamo entrare quanto prima nelle Highlands e così puntiamo verso Inverness. La strada costiera avrebbe meritato più tempo e qualche fermata in più ma scegliamo di virare verso ovest. Non vogliamo imbottigliarci in centro e così andiamo dritti verso Lochness. Ci fermiamo in un’area sosta trovata su internet e che se il navigatore non ci avesse portato a destinazione mai più l’avremmo trovata. Molto… particolare… due bus in disuso ci accolgono in un cortile privato… uno ha la scritta “reception”. All’interno un volantino spiega come fare il pagamento, mettendo i soldi in una delle bustine esposte e infilarla poi nella cassetta della posta dell’ultima casa bianca… sulla fiducia!

Il giorno successivo, dopo aver infilato la nostra bustina, ci avviamo verso Nessieland. Prima facciamo un piccolo tour tra i negozietti di souvenir che mi piacciono tanto. Il centro di Nessie è piccolino e alla fine è una mostra di articoli di giornale sui vari avvistamenti, poi c’è un documentario sulla storia del mostro marino e qualche ricostruzione… carino, soprattutto per i bambini. Usciti da là appena scorgiamo il lago Manuel giura di aver intravisto Nessie… chissà! Ci fermiamo in un parcheggio prima del castello e ci facciamo una passeggiata per ammirare il misterioso lago e il suggestivo castello di Uruquart… Manuel vede di nuovo Nessie!

Puntiamo la bussola verso nord, arriviamo ad Ullapool. La strada finalmente ci dà il benvenuto nella vera Scozia… distese di felci, erica, strade tortuose che si aprono nella brughiera costellate da pecore e circondate dalle montagne. Ullapool ci accoglie con le sue case bianche, arriviamo in campeggio e ci sistemiamo davanti al mare, sul fiordo, con un tramonto lunghissimo che sembra non volersi mai spegnere. Quello che ci incuriosisce da subito è la stravagante usanza di usare dei copricapo a rete… come avevo già letto su qualche blog la zona è invasa dai midges, dei minuscoli moscerini tipo zanzare che si insidiano tra i vestiti e non lasciano scampo ai malcapitati. In tutti i negozi si trova il miracoloso smidges che dovrebbe in parte proteggere da questi simpatici insetti. Noi per fortuna non ne abbiamo trovati molti. Dopo cena andiamo verso il centro e seguiamo le indicazioni di un locale che promette “live music”. Arriviamo in un pub locale, una coppia gentilissima di Glasgow ci ospita al suo tavolo assieme ai due bassottini, Mina e Ziggy. Manuel se li fa amici e Stefano si fa amico di alcuni ragazzi del posto e si lancia in danze più o meno coreografiche… super serata per respirare l’aria del posto!

La mattina dopo ci attende il tour organizzato con la Shearwater Cruises. Il tempo è dalla nostra parte e quindi salpiamo con il sole. Avvistiamo subito un gruppetto di foche spiaggiate sugli scogli, poi una famiglia di delfini ci accompagna con salti e tuffi…il tutto accompagnato con una vista spettacolare della costa scozzese.

Al rientro non possiamo fare a meno di fermarci al Seafood Shack. Ci gustiamo un piatto misto di mare con scampi, granchio, un filetto di branzino marinato e dei tacos con pesce fritto… eccezionale! Soddisfatti continuiamo il nostro tour prendendo la famosa NC500 direzione Gairloch. La strada continua ad emozionarci, intervallata da fiumi, cascate e viste spettacolari. E così arriviamo fino all’Eilean Donan Castle. Anche stavolta, arrivare verso sera risulta vincente. La tranquillità del posto ci fa apprezzare ancora di più la bellezza di questo castello che sembra veramente uscito dalle favole: c’è il ponte di pietra, il mare intorno che riflette ogni pietra creando delle macchie di colore da far sembrare tutto uno splendido quadro. Inizia a piovere, aumenta la magia ed ecco che mi trovo a raccontare a Manuel la storia di un drago che viveva nel castello e che un cavaliere ha sconfitto riducendolo in polvere. Domani ci siamo ripromessi di visitarlo… e Manuel di cercare la polverina di drago!

Dormiamo in una farm che concede il pernottamento ai camper in cambio di 15 £ anche questa volta da lasciare “sulla fiducia”. Dedichiamo la mattinata alla visita del castello. L’interno è ben conservato anche perchè ci abita ancora una famiglia del Clan MacRae che nei primi del ‘900 l’aveva restaurato. In alcune parti sono state ricostruite delle scene della vita di un tempo per cui sembra veramente di tornare al passato con la macchina del tempo. Vale sicuramente la pena fermarsi per la visita!

Finalmente è arrivata l’ora di dirigersi sull’isola di Skye, quella che mi ha fatto sognare da quando ho progettato il viaggio, quella con le immagini più belle quando digiti “Scozia” su Google, preparo anche la canzone dei Coldplay come sottofondo… comincia a piovere… vabbè non importa, fa ancora più atmosfera… penso… Raggiungiamo lo Sligachan Old Bridge…. scattiamo qualche foto…. aumenta la pioggia…. vabbè ma passerà com’è già successo in questi giorni… penso… Puntiamo verso Neist Point. La strada è stretta, tortuosa, affrontiamo i nostri primi km a una corsia, poi la strada si impenna, la pioggia aumenta, stavolta anche il vento. Raggiungiamo finalmente la vetta ma… ormai il vento è a 120 km/h, la pioggia viene giù a secchiate e il van comincia a “ballare”. Non riusciamo neanche a scendere per almeno dire “io c’ero”… dobbiamo ritirarci… mi sento come Scrat con la ghianda…

Il tempo non sembra dar tregua e così, a malincuore, rientriamo sulla terraferma e proseguiamo verso sud. Passiamo per la spettacolare Glencoe che, malgrado il tempo, ci regala comunque dei paesaggi incredibili con cascate, ruscelli, eriche. La zona si presta ad escursioni e trekking ma purtroppo la pioggia ci lascia scendere solo per qualche foto e niente di più. Raggiungiamo Fort Williams e sempre sotto la pioggia facciamo un giro tra i negozietti. Molto carina e caratteristica, visto il tempo tutti i locali sono pieni e così pranziamo in camper, neanche la consolazione del cibo…

Ormai tutta la Scozia è coperta da una perturbazione che non dà tregua così rientriamo in Inghilterra e a questo punto decidiamo di andare verso il Lake District e visitare il museo di Beatrix Potter. Lungo la strada grazie o per colpa del navigatore facciamo delle stradine strettissime tra paesetti sperduti che, complice la fitta pioggia ci fanno immergere in un’atmosfera tipica da romanzo inglese, finchè ci accampiamo in un parcheggio trovato su park4night vicino al Pub Watermill Inn, ad Ings. Questa volta abbiamo la giusta ricompensa e con panozzo e birra andiamo a dormire un pò più felici.

Il giorno dopo finalmente vediamo di nuovo la luce del sole e così raggiungiamo “The world of Beatrix Potter” a Bowness on Windermere. L’attrazione non è molto grande ma molto apprezzata dagli appassionati del genere. Fedeli ricostruzioni di ricci e conigli accompagnano i visitatori tra le illustrazioni dei famosi racconti in compagnia di Peter il coniglio. Non mancano ovviamente souvenir di ogni genere a tema. La cittadina sul lago brulica di turisti, battelli e… oche! Facciamo una bella passeggiata e Manuel si diverte a dar da mangiare ai pennuti finchè loro non si dimostrano più famelici del previsto. All’arrivo abbiamo trovato un comodo parcheggio a pagamento che all’ora di punta si è riempito al punto che non riusciamo più a uscire con il van!! Per fortuna con qualche difficoltà e tante manovre riusciamo a liberare Pepe e proseguiamo la discesa.

Per la notte ci fermiamo in una simpatica fattoria gestita da una coppia di vecchietti che ci accolgono con il tipico the del pomeriggio e ci fanno accomodare su un ampio prato tutto per noi. Grigliatina e nanna.

Il giorno seguente visitiamo Bibury, un piccolo paesino delle Cotswolds, che sembra essersi fermato nel tempo. I pullman di turisti e la folla tra le strade rovinano un pò l’atmosfera ma comunque mantiene il suo fascino, soprattutto quando si prende un viottolo nascosto che ti regala un angolo da cartolina. All’ingresso del paese c’è un allevamento di trote nel contesto di un giardino botanico con giochi per bambini. Molto carino se non fosse per il prezzo… 19 £ solo per l’ingresso, da aggiungere poi per chi lo desidera il costo dell’attrezzatura da pesca, il costo del pesce pescato e il costo dell’occorrente per il barbecue… bella l’idea ma a sto punto conviene un ristorante stellato!

Arriviamo a Dover, salutiamo le bianche scogliere e ci imbarchiamo sul traghetto. Spezziamo il viaggio del rientro con una sosta a Strasburgo. Da anni sto sognando l’Alsazia a Natale ma per qualche motivo è sempre saltato il progetto. Strasburgo è bella come me l’immaginavo, con le sue casette con i graticci, i canali, le strade ciotolate… e niente, un piccolo assaggio con la ripromessa di ritornarci prima o poi nel periodo più magico dell’anno.

CONSIDERAZIONI FINALI:

  • Viaggio in Scozia dall’Italia: la strada è veramente lunga e soprattutto con molti rallentamenti. Merita farla se si hanno almeno tre settimane a disposizione e prevedendo più soste intermedie in Inghilterra. Da evitare in agosto!
  • Il meteo: si deve amare il Nord. Io adoro il fascino che regala l’atmosfera dei paesi nordici, il verde, i fiordi, le scogliere, i tramonti lunghissimi… se invece come Stefano però detestate il freddo, siete poco tolleranti alla pioggia, le Highlands le paragonate alle nostre Dolomiti e per voi estate vuol dire sole e infradito allora meglio trovare un compromesso e prevedere di raggiungere la Scozia con un volo diretto e assaporarne una parte, magari fuori stagione!
  • Soste notturne: non sempre è concessa la libera, ci sono parecchi divieti soprattutto vicino ai centri abitati, è più fattibile nei posti più selvaggi. Ci sono comunque diverse aree sosta anche vicino alle fattorie che consentono il pernottamento per 10 – 15 £. Attenzione se come noi fate affidamento a Park4night, in alcune zone non c’è il segnale, quindi prepararsi per tempo qualche riferimento in caso di necessità, altrimenti affidarsi all’istinto!
  • Costi: è piuttosto cara, un panino si aggira attorno alle 18 £.
  • Persone: super disponibili e super cordiali!

ITINERARIO CON PARCHEGGI E SOSTE:

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