La nostra Sardegna

Quante volte fantastichiamo su mete esotiche, spiagge tropicali e poi basta guardarci attorno e scoprire che tutto quello di cui abbiamo bisogno ce l’abbiamo a portata di mano. E così quest’anno puntiamo verso la Sardegna! Per prima cosa abbiamo prenotato il traghetto. Ci siamo affidati al sito traghettilines.it che inserendo i dati ci ha fornito la soluzione più conveniente. Optiamo per la tratta Livorno – Olbia per l’andata con ritorno su Genova, sono circa 7 ore di viaggio.

Partiamo il sabato per arrivare comodamente a Livorno la sera, l’imbarco è previsto alle 9 di mattina della domenica. Dormiamo davanti al cancello del porto, comodo sicuramente ma il caldo umido di quella notte ce lo ricorderemo per mooolto tempo. Abbiamo viaggiato con la linea Moby, all’andata avevamo la nave dei supereroi, a tema Batman. E’ ben attrezzata per passare qualche oretta, c’è un’area giochi per i bambini, comodi divanetti, bar e ristorantini.

Sbarchiamo a Olbia intorno alle 17. Prima tappa Cala Banana, a 10 minuti di strada. Arriviamo in un ampio parcheggio di sabbia. Essendo domenica è bello affollato ma riusciamo comunque a trovare un parcheggio comodo per passare la notte. Prendiamo qualcosa per mangiare in spiaggia e corriamo subito a salutare il mare della Sardegna. Il primo impatto non è stato quello che ci aspettavamo… una calca di gente con Spritz aperol e mohjito, musica a palla a far festa in riva al mare. Per oggi che vada così, confidiamo di trovare angolini più nascosti. Il parcheggio si è svuotato a notte tarda ma poi abbiamo dormito tranquilli. Bisogna fare attenzione se piove perchè il parcheggio diventa un vero e proprio lago e diventa difficoltosa l’uscita!

1° giorno: al risveglio l’idea è di salire verso Palau in quanto il giorno dopo abbiamo prenotato il gommone per un’escursione verso la Maddalena. Di strada ci fermiamo al sito della Roccia dell’Orso. C’è un comodo parcheggio a pagamento, 3 euro. Per visitare il sito altri 3 euro a persona. Una piccola passeggiata in salita per arrivare alla famosa roccia e ammirare il panorama dall’alto. Manuel è stato bravissimo, faceva molto caldo ma pur di riuscire a vedere l’Orso da vicino si è arrampicato senza far storie. Ritorniamo sulla strada verso Palau e ci fermiamo presso Porto Pollo. C’è un parcheggio camper a 9 euro in cui si può sostare anche la notte, vicino alla spiaggia di sabbia dorata. La spiaggia si trova nei pressi dell’Isola dei Gabbiani. E’ abbastanza ventosa come zona, quando siamo stati noi non c’era forte maestrale e si stava bene. C’è un’ampia zona attrezzata con ombrelloni e una parte libera. Sul versante occidentale invece c’è una baia ancora più ampia e più selvaggia.

2° giorno: tour in gommone. Questa è stata l’esperienza più emozionante! Noi abbiamo prenotato in anticipo con MD SERVICE. Abbiamo noleggiato un gommone piccolino con guida senza patente. Viene fornito di tendalino e prima di partire ci hanno dato qualche suggerimento e consiglio verso dove andare. Abbiamo preso una giornata piuttosto ventosa e il mare era piuttosto mosso. Dopo una ventina di minuti di navigazione siamo arrivati nei pressi dell’isola di Spargi, famosa per Cala Corsara, Cala Granara ma quella che ci resterà sempre nel cuore è sicuramente Cala Soraya. Un piccolo angolo di paradiso tutto per noi con la vera sabbia bianca e il mare da piscina e soprattutto lontano dalla contaminazione urbana!!! Passavano molte barche turistiche davanti ma sbarcavano nelle spiagge vicine più grandi lasciando a noi l’esclusività di questo posto! Siamo andati a vedere anche la famosa “spiaggia rosa” e le gettonate “piscine” tra l’isola di Budelli e Santa Maria. Anche con il mare brutto c’erano centinaia di barconi e yacht uno attaccato all’altro. Ci siamo subito rifugiati nella nostra Cala Soraya e abbiamo passato il resto del pomeriggio.

Una volta rientrati il mio super autista essendo ancora in forma ha deciso di avvantaggiarsi con l’itinerario. Così abbiamo percorso un paio di orette di strada non proprio facile (il tratto Palau – Castelsardo è piuttosto montuoso, con strada stretta e tornanti) per giungere a Castelsardo. Siamo arrivati con il tramonto e la vista era veramente spettacolare. C’è un comodissimo parcheggio proprio ai piedi del paese in cui si può sostare anche la notte. Per strada ho prenotato la cena a “La trattoria di Maria Giuseppa” che prometteva prodotti freschi di pesce, in particolare mix di antipasti e ottimi primi. Devo dire che non ha deluso le aspettative!

3° giorno: direzione Stintino. Qualche km prima della blasonata “La Pelosa” esiste una realtà parallela sicuramente più selvaggia e autentica fatta di Saline e di “Pazzona“. Dopo un paio di km di sterrato arriviamo nel mondo dei camper. Una lunga distesa di camper in riva al mare ma senza quell’affollamento dei grandi campeggi (almeno quando siamo arrivati noi). Troviamo quindi il nostro posticino e ci godiamo il privilegio di avere il mare a 10 metri dal camper! La sabbia è fatta di piccoli sassolini bianchi come risi che danno una bella tonalità di turchese all’acqua. Il primo giorno non molto ventoso ci siamo goduti di più la bellezza di questi colori mentre il secondo giorno il mare era già più increspato. Essere in spiaggia senza frigo, pranzo, merenda, ricambio perchè tutto a portata di mano… non ha prezzo! La sera ci siamo fatti i nostri civa e dopocena in spiaggia sotto le stelle con il rumore del mare e un sottofondo musicale che ci ha fatto da colonna sonora. Uno dei momenti magici di questa vacanza che porterò nel cuore.

4° giorno: ci godiamo la nostra Pazzona anche se un pò più ventosa del giorno precedente.

5° giorno: la mattina puntiamo verso Alghero. Facciamo una piccola deviazione verso La Pelosa, almeno per vederla dall’alto. Il posto è incantevole ma Gardaland in agosto in confronto non è niente! Tra l’altro bisogna prenotare l’accesso in spiaggia con largo anticipo in quanto hanno previsto una capienza massima di 1500 persone al giorno e c’è l’obbligo dello stuoino. Scendiamo verso sud e ci fermiamo al Paradise Park, un’area sosta che a tutti gli effetti è un minicampeggio. 25 euro a notte e doccia calda a gettoni. E’ molto curata, le piazzole ben delimitate con dei grandi oleandri e strategica per visitare la bella Alghero in quanto all’entrata c’è proprio la fermata del bus. Una volta sistemati ci incamminiamo verso un’altra spiaggia rinomata che è “Le bombarde“. Si raggiunge con una breve passeggiata caratteristica attraverso la pineta. Anche stavolta però la spiaggia non è proprio come speravamo. Alberghi, ombrelloni, locali… decisamente troppo caotica peccato perchè la sabbia era bella chiara e il mare con bellissime tonalità turchesi.

Torniamo un pò prima in piazzola per poter farci finalmente con calma delle belle docce rinfrescanti. Alle 18 prendiamo il bus per Alghero. Il centro storico è molto caratteristico, ricorda un pò le nostre città dell’Istria, stradine con i ciotoli, localini con prodotti caratteristici e i bastioni che si affacciano sul mare. Mentre camminiamo veniamo attratti da un’opera d’arte: un tagliere in sughero adornato di salumi e formaggi, accompagnati da salsine e frutta fresca… un quadro! Ci guardiamo e becchiamo subito il primo tavolino libero anche perchè il locale è molto piccolo e ha a disposizione 4 tavolini in tutto. Veniamo serviti dal simpatico gestore che ci consiglia il vino e ci porta il famoso tagliere. Una delle cene più buone della vacanza! Il posto si chiama “La bottega di Tommy”!!!

6° giorno: lasciamo l’area sosta dopo aver fatto carico/scarico e percorriamo la Alghero – Bosa, veramente suggestiva con paesaggi mozzafiato. Ci fermiamo a Bosa per una breve visita. Lasciamo il camper in un parcheggio dopo il ponte in piazza Nassirya. Il paesetto ha le caratteristiche casette colorate e noi ci perdiamo tra le minuscole viuzze finchè ci viene di nuovo in soccorso il nostro fidato fiuto culinario e ci imbattiamo nella Pescheria del Corso che offre la sua specialità: il panpolpo! Una goduria… polipo fresco con patate e cipolle che ci lasceranno un piacevole sapore tutto il giorno!

Dopo ancora qualche km di strada arriviamo nella selvaggia zona ovest ma…. sarà che siamo capitati nel weekend, sarà che pur non essendo turistica giustamente i sardi se la godono tutta, fatto sta che anche Sa Mesa Longa è tutta una fila sterminata di ombrelloni e addirittura “cocco bello”. Il parcheggio è molto comodo a due passi dalla spiaggia e così stanchi e un pochino delusi ci prepariamo per andare in spiaggia. Anche qui la sabbia dorata molto bella ma non bianchissima come si vede in qualche foto. E’ formata da due baie di cui una protetta da un’originale scogliera che affiora dal mare e che protegge dalle onde anche in caso di maestrale. Ci facciamo una nuotata e raggiunta la scogliera troviamo la pace e ci godiamo lo spettacolo. Il tramonto poi si rivela sempre il momento migliore per godere delle luci e della tranquillità del posto.

7° giorno: ci godiamo la spiaggia di mattina e dopo pranzo decidiamo di cambiare zona. Puntiamo verso Porto Pino, volevamo ritrovare quella sabbia bianca che avevamo ancora negli occhi da Cala Soraya. Arriviamo al tramonto, parcheggiamo nell’area adibita ai camper che si raggiunge dopo un pittoresco tratto di strada sterrata tra la laguna e i fenicotteri. L’immagine faceva molto Overland.

Arrivati al parcheggio però leggiamo che la sosta è consentita solo fino le 20…noi eravamo mezz’ora dopo. Siamo troppo stanchi per tornare indietro e decidiamo di veder almeno le famose dune. Mentre percorriamo il sentiero che ci porta alla spiaggia vediamo la massa di gente che lascia il mare e concordiamo sul fatto che il modo migliore per visitare le spiagge è la sera quando tutti vanno via!!! Infatti lo spettacolo che si presenta è unico… le dune solitarie con il riflesso del tramonto e la libertà di correre senza rischiare di inciampare su qualche asciugamano. Pic nic in spiaggia e ci godiamo Porto Pino. Tornati al camper vediamo che si sono aggiunti altri due per passare la notte, così ci fermiamo anche noi e mettiamo la sveglia alle 7 per ripartire il giorno seguente.

8° giorno: Proseguiamo la strada verso Chia, molto panoramica e suggestiva anche questa! Passiamo vicino alla famosa Tuerredda ma anche questa inaccessibile! Arriviamo all’area camper Su Giudeu a due passi dalla famosa spiaggia. All’ingresso due tipi simpatici ci accolgono e prendono nota solo della targa, chiedo la differenza tra il parcheggio di destra e l’area sosta di sinistra ma rimangono sul vago dicendo che è la stessa cosa solo che il parcheggio non ha la luce. Non ho indagato anche perchè ci servivano le docce ma essendo comunicanti non so se queste sono esclusive solo per l’area sosta. Costo anche qua 25 euro a notte (no POS). Anche questa spiaggia super affollata e spiaggia dorata. La caratteristica è che una lingua di sabbia ti accompagna ad un centinaio di metri verso un’isoletta scogliosa in cui merita fare una nuotata con la maschera. Anche qui girare l’angolo e trovarsi tra gli scogli nel mare turchese lontano dalla folla della spiaggia ci ha rigenerato.

9° giorno: decidiamo che di gente ne abbiamo vista abbastanza e trovare spiagge isolate in questo periodo sarebbe stata un’impresa impossibile senza un gommone. Così facciamo un breve giro a Cagliari che però non mi ha entusiasmata, forse sarà stato il troppo caldo e andiamo a cercare fresco verso l’interno. Avevo letto dell’agriturismo di Tonino Corda vicino a Padru. Dopo qualche ora di viaggio finalmente troviamo quello che cercavamo. Un angolino nostro, in mezzo al nulla, in un casale caratteristico con addirittura una piscina ricavata in una vecchia cava di granito. Ci godiamo il silenzio, Manuel dorme… ci carichiamo. La sera veniamo coccolati dalla cena che avevamo prenotato e che consiste in una carrellata di prodotti tipici locali abbinati a un buonissimo vino della casa e della freschissima acqua di sorgente! Quando ti portano i piatti se ti piace una portata puoi chiedere il bis e così Manuel si spazzola due porzioni di gnocchetti sardi.

10° giorno: Facciamo un giretto ad Olbia tra i mercatini lungomare e qualche viuzza all’interno. Tempo di comprare gli ultimi souvenir e ci imbarchiamo in direzione Genova, volevamo approfittare dell’occasione per visitare il famoso acquario. Essendo la rotta più lunga e in notturna stavolta decidiamo di prenotare una cabina, così la mattina dopo arriviamo riposati e pronti per la visita. Ci aspetta il traghetto della Looney Tones che tante volte avevo visto passare! All’interno tutto è a tema, con tanto di personaggi e disegni, si torna un pò bambini.

11° giorno: visita dell’Acquario di Genova. Manuel da quando l’ha saputo è emozionatissimo, lui adora tutto il mondo animale, pesci e squali in particolare (oltre ovviamente agli insepararabili dinosauri). L’ingresso è ridotto per i clienti Unicredit e così con quello che abbiamo risparmiato ci regaliamo il tour dietro le quinte dove ti accompagnano nelle stanze solitamente non accessibili al pubblico. La guida ci mostra dove nascono i cuccioli di manta, le piccole tartarughine, le cucine dove preparano il mangiare ogni giorno per tutti gli abitanti dell’acquario e infine ci portano a vedere da vicino i simpatici delfini. E’ stato molto interessante e la ragazza è stata molto brava a coinvolgere i bambini e fornirci molte curiosità su questi simpatici amici. Abbiamo continuato poi il nostro tour tra le vasche degli amici di Nemo, i curiosi lamantini e i temibili squali. La vasca più emozionante è quella dei delfini, che si può ammirare sia attraverso una galleria trasparente che davanti una parete gigantesca da cui ti sembra di nuotare con loro. Soddisfatti di questa ultima tappa, regaliamo a Manuel la mascotte del posto e torniamo verso casa!

Considerazioni finali:

  • La Sardegna effettivamente come immaginavamo merita di essere ammirata fino a giugno e poi da settembre in poi. Per chi come noi non ama i posti super affollati, non interessano le spiagge attrezzate diventa difficile trovare angoli nascosti se non con un gommone o armati di attrezzatura da trecking e volontà di esplorare sentieri impervi per raggiungere angoli di paradiso.
  • Sostare in libera si può fare in diversi posti basta rispettare le rigide regole di “non campeggiare”. Pertanto non bisogna lasciare assolutamente nulla fuori dal camper altrimenti arriva “una specie” di forestale che ti fa storie e si rischia di essere cacciati.
  • In alternativa ci sono moltissime aree sosta ben organizzate per cui si può anche solo fare carico /scarico.
  • Rispettano molto la raccolta differenziata. Anche in spiaggia ci sono i contenitori appositi e quindi bisogna far attenzione di rispettare le regole.
  • Le strade non sono molto “comode”. Anche brevi distanze possono portare via un paio d’ore in quanto bisogna rallentare e fare parecchie curve. Consiglio di tenere conto di questo aspetto e nell’organizzazione scegliere una zona limitata e godersi gli angoli di quella parte senza voler correre per vedere tutto.

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